17 marzo 2026

«Into the black» di A. Toti (regia, C. Angeli)

«Into the black» di A. Toti (regia, C. Angeli)

Roma, Teatro Tordinona
14 marzo 2026

UN SOFISTICATO NOIR A DUE VOCI

Questa non è la storia di Johnny Rotten, musicista rock anni ’60, inserito da Neil Young nei versi del suo cavallo di battaglia, meglio conosciuto come Hey Hey, My My, eppure il titolo è lo stesso di quel brano canoro che trionfò nel mondo, almeno per un decennio, a cominciare dal 1979, e che Christian Angeli ripropone oggi in versione strumentale, come fosse un omaggio, a chiusura spettacolo. In effetti, Into the black è il la che apre il sipario su una vicenda, sì, noir, ma scintillante soprattutto per il ritmo incalzante delle battute e delle situazioni che si creano durante il percorso investigativo della protagonista che, come Marlene in Testimone d’accusa, tenta di salvare il marito dalla sedia elettrica. Questa è la storia di Alessia Miller, innamorata moglie di Robert, tanto tenera quanto spericolata.

La prova – impegnativa, non c’è che dire! – diventa inevitabilmente un gran bel divertissement per i due attori che si alternano a interpretare più personaggi. Alessia Filiberti, oltre al suo alter ego che conserva il nome di battesimo, a tratti si immedesima in Molly Mars, l’affascinante ballerina del Majestic, uccisa con una coltellata alla schiena. Più ardua è l’impresa di Andrea Lami, che da Miller, il consorte accusato di omicidio, si trasforma prima in Matthew, poi nel Dott. Mont, psichiatra folle e brutale, poi in Mason, e infine in Mòrrisi, ognuno con un carattere ben delineato, ognuno con un particolare diverso, a volte anche un tic nervoso, ma tutti segnati nell’agendina della vittima alla lettera M: punto di partenza della disperata ricerca investigativa.

I cambi di personaggi e di scena si susseguono senza interruzione: basta la postura, o il tono di voce, lo sguardo allucinato o un’improvvisa dolcezza e il virtuosismo teatrale introduce immediatamente il nuovo capitolo da sviluppare. È la cura del dettaglio recitativo che fa la differenza e aiuta gli spettatori a seguire gli attori in un altro ambiente immaginario dove l’indagine si arricchisce di indizi utili a smascherare l’assassino. Che ovviamente noi non riveliamo. Però si può dire, anzi si deve, che il gustoso noir di Antonello Toti è intriso di un imprevedibile umorismo, semplice ma di sicuro effetto, tipico della commedia americana vecchio stile, al quale il regista ha aggiunto un’azione goffa che richiamasse visivamente le gag delle antiche comiche, ma arricchendole di moderna audacia, anche sensuale, talvolta sfacciatamente esagerata per rimanere in ambito buffonesco e non scadere nella trivialità. Ogni azzardo di Alessia, che se la deve vedere con uomini poco raccomandabili, ogni intrepida sua iniziativa con pistole puntate alla testa, ogni rocambolesca conseguenza è sostenuta dal romantico refrain: «Per amore si fanno le più grandi follie». E follie, durante la sua investigazione, Alessia ne fa e ne approfitta pure, buon per lei!

Si tratta di una commedia leggera, divertente, ma assai sofisticata, durante la quale (non è un caso) si balla il tango: Christian Angeli ha saputo condurre la regia con logica e precisione, suggerendo agli attori movimenti elitari (non comuni) e offrendo loro quegli elementi essenziali che servono per l’azione, ma sempre appartenenti a un contesto astratto. Anche la recitazione risente di un approccio poco realistico che sposerebbe bene l’eleganza di un film in bianco e nero. Invece, il contorno formato da cartoni aperti e sgualciti – realizzati da Ilaria del Nibletto – appesi alle pareti e scenografati per renderli d’antan alla vista, sembrano essere pervenuti da una dismessa mostra d’arte povera: stridono ferocemente sia con la scrittura ricercata di Toti, che con la recitazione spumeggiante e virtuosa della Filiberti e del Lami. Spumeggiante proprio come può essere lo champagne, che, si sa, ha bisogno di un imballaggio più pregiato, meno dozzinale. Carton rouge! (fn)

____________________

Into the black, di Antonello Toti. Regia di Christian Angeli. Con Alessia Filiberti e Andrea Lami. Voce registrata di Enrico Catani. Scene, Ilaria del Nibletto. Costumi, Claudio Lopez. Musiche, Leonardo Ottaviani. Luci, Massimiliano Maggi & Sabrina Fasanella. Maschere, Giorgia Melillo. Movimenti coreografici, Isabella Venantini. Produzione, EraNos & Scostumato teatro. Al Teatro Tordinona, terminato

Foto: Alessia Filiberti e Andrea Lami (© Marco Di Filippo)

Pour vous