04 aprile 2025

«Ho paura torero», di Pedro Lemebel

Roma, Teatro Argentina
3 aprile 2025

UNA PASSIONE RAGGELATA NELLA SANTIAGO DI PINOCHET

Il colpo d’occhio si concentra sulla scena di Guia Buzzi, che riesce a far da conchiglia a un romanzo, cercando di contenerlo per intero, di proteggerlo dalle insidie del palcoscenico e di ingentilirlo dalla crudele realtà dov’è stato partorito, ma soprattutto tenta di renderlo teatralmente vivace. Un testo in prosa trasportato sul palco si trascina molte difficoltà e qualche pesantezza: ne abbiamo avuto più di una prova in queste ultime stagioni. Generalmente quanto più è lungo lo spettacolo, più ne risente l’agilità e la fruibilità della visione. Cento ottantacinque minuti di Ho paura torero non aiutano a rendere frizzante e gustosa un’opera in cui, in certi momenti (soprattutto nella prima parte), i dialoghi faticano a rompere la monotonia del racconto. Pedro Lemebel, autore cileno che ha più volte denunciato nei suoi scritti l’oppressione militare della dittatura di Pinochet, inventa una graffiante satira ambientandola nel 1986, anno dell’attentato al presidente, costruendo, sullo sfondo della vita politica e dell’attività rivoluzionaria, una storia d’amore altrettanto sovversiva tra Carlos, un militante del Fronte patriottico, e La fata dell’angolo, un romantico travestito, innamorato e sognatore.

02 aprile 2025

«Le due regine», di Roberto Russo

Roma, Off/Off Theatre
1° aprile 2025

«LA PACE NON È UN MIRACOLO, È SACRIFICIO»

Le due regine si affrontano in un incontro di boxe. Entrano nel rettangolo presentate da una voce fuori campo che annuncia i loro ingressi: di sfidante, la scozzese Stuart, e di campionessa, l’inglese Tudor. Prima di cominciare a darsele di quella ragione che da una parte è santa (ma un po’ mignotta) e dall’altra vergine (ma dichiaratamente inacidita), ascoltano le regole imposte da Roberto Russo, autore cólto e fantasioso, che si diverte a costruire un match tanto bizzarro quanto pieno di verve e di verità storiche. Sono naturalmente «vietati i colpi alla nuca e alle reni – annuncia lo speaker alle contendenti – e soprattutto evitate di picchiare sotto la cintura perché potreste avere delle sorprese!». Svelata con un tocco di ironia la teatrale scelta di far recitare due uomini travestiti da regine. Gianni De Feo e Bruno Petrosino irrompono sul ring, nascoste da eleganti maschere veneziane, con un prologo di riscaldamento prima dar inizio all’incontro: Maria Stuart, dopo anni di prigionia dovrebbe essere la più arrabbiata, dovrebbe scalpitare per recuperare il tempo perduto, il trono mai avuto, e invece sfodera un’apparente delicatezza d’animo che la rende già preda succulenta dell’altra, Elisabeth Tudor, una iena che non perde uno sguardo per gettar veleno.

01 aprile 2025

«M. informato dei fatti», di Filippo Maria Macchiusi

Roma, Spazio Diamante
31 marzo 2025

UN’EMOZIONE NON LASCIA INDIFFERENTI

Non è soltanto M. – che probabilmente sta per Macchiusi – ad essere informato dei fatti. Anche noi abbiamo indagato, prima ancora di leggere le note che l’autore, l’interprete e il regista ha scritto su se medesimo. La più avvincente notizia è che Filippo Maria raggiunge la ribalta di un palcoscenico dopo una laurea in Medicina e Chirurgia, e vi approda con un certo ritardo, verrebbe da dire: sì, perché, al contrario dei soliti incidenti di percorso che la passione artistica rappresenta per molti ragazzi, i quali si scoprono attori, cantanti o altro per fatalità, in questo caso sono gli studi universitari ad essere stati d’impaccio all’accensione della precoce fiamma teatrale che ha infuocato l’animo del giovanissimo Macchiusi. Se per un verso è lodevole e auspicabile che un dottore in Medicina si dedichi ai traumi del teatro nella speranza di sanarli, dall’altro non vorremmo che il contagio del malanno di cui soffre la scena nazionale possa corrompere un così determinato e dirompente entusiasmo artistico, oltre al fisico possente che lo contiene.

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