CARO UMBERTO, QUESTO PREMIO È TUO, TI SPETTA
Fossimo agli Oscar, oggi il nome di Arturo Cirillo sarebbe su tutti i siti del web, e con pieno merito: 7 candidature sono tante, ma Le false confidenze di Marivaux, che con maestria l’artista ha saputo portare in scena, le reggono benissimo in ogni categoria assegnata: dalle luci alle musiche, dalle scene ai costumi, fino all’attrice protagonista (la sorprendente Elena Sofia Ricci), regia e miglior spettacolo; anzi, per me, manca all’appello anche quella dell’attrice non protagonista, che davo quasi per scontata. A tal proposito, in questa categoria, vorrei sottolineare la presenza, sostenuta a maggioranza, di Anita Bartolucci, non nuova nella triade delle Maschere, premio che ha già vinto due volte, sfiorando anche il podio nella categoria superiore: messa a dura prova in un ruolo di un carattere del teatro di Eduardo, è riuscita a sopperire, lei che è marchigiana, alle difficoltà del dialetto inventandosi un’eleganza nei gesti e una fioritura nella dizione, queste sì, tutte partenopee. Stesso discorso, anche se con sfumature differenti, vale per Paolo Serra, il ragioniere che porta lo scompiglio in casa Priore. Sono i punti di forza, insieme con il protagonista Claudio Di Palma (ben 10 votazioni su 15 a suo favore), che hanno sospinto le 4 candidature di Sabato, domenica e lunedì, regia di Luca De Fusco. Il quale, doveroso dirlo, promosso anche tra i migliori registi, da patron della kermesse, ha declinato l’invito a partecipare alla premiazione, lasciando gareggiare la sua opera come Miglior spettacolo, insieme all’outsider Antigone, firmato da Robert Carsen. C’è chi mormora che sarà proprio quest’ultimo il più temibile antagonista, tuttavia è anche il meno visto.





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