UNA COPPIA IN PROGNOSI RISERVATA
«Cosa siamo disposti a sacrificare di noi stessi per non perdere la persona che amiamo?» È la domanda che Giulia Trippetta pone come postulato che precede l’inizio della contesa in una coppia ormai scoppiata e già in «prognosi riservata», in balia dei tentativi di rianimazione sentimentale da parte della psicologia. Lui e lei intraprendono un percorso di terapia assai intensiva, oserei dire, per cercare di salvare il salvabile, ma più ai due si chiede di scavare nei meandri dei silenzi accumulati in 18 anni di convivenza e meno possibilità di ricominciare sorgono all’orizzonte. L’idea di portare in palcoscenico la comune difficoltà di sopravvivenza affettiva, la rinomata crisi di coppia, anche se non è inedita, potrebbe riscuotere consensi. D’altronde le premesse ci sono: entrambi gli attori hanno partecipato allo spettacolo pluripremiato alle Maschere di settembre; entrambi hanno riscosso i successi che meritano in progetti di ottima fattura; entrambi conoscono bene il mestiere e il modo di far teatro. Eppure…









