L’AVVOLTOIO E ALTRI EPIGRAMMI IN PROSA
Coinvolto da una sollecitazione amica ad assistere a un evento assai «raccolto», pensavo di trovarmi di fronte a qualcosa di teatrale, magari intimistica: d’altronde lo Spazio Diamante da anni ci ha abituato a novità, anche imprevedibili, ma certamente sempre attinenti al mondo del teatro. Per questo, forse, sono rimasto un po’ deluso: l’unico elemento davvero teatrale è stato un raffinato inedito fondale di Emanuele Luzzati, teso dietro ai leggii, sul quale, con il tipico tocco giocoso da illustratore, lo scenografo genovese sembra voler raccontare con un disegno d’animazione la sua città ai più piccoli. Ed ecco che tra le foglie di un grande albero centrale, dal sapor di cuccagna, si riconoscono la chiesa di San Matteo, la cattedrale di San Lorenzo con il leone disteso, Palazzo Ducale, la chiesa di San Pietro in Banchi, e in primo piano un Paganini con violino in spalla; in fondo, dopo uno squarcio di mare, s’erge la Lanterna e, se si osserva attentamente, da una piccola finestra che affaccia in uno dei caruggi, si scorge un viso piuttosto familiare: è un tenero autoritratto, in forma di caricatura, dell’autore. Il quale donò il prezioso telo a Rita Cirio, storica firma della rubrica dedicata al palcoscenico dell’Espresso di Zanetti, qui in veste di organizzatrice della lettura di Materiale rotabile, pubblicazione firmata in locandina da Anonimo genovese, ma sulla copertina del libro spicca la sigla LB 93, laddove le lettere corrispondono alle iniziali del nome dello scrittore, e il 93 è la data di nascita, 9 marzo. Altre informazioni sulla identità dell’autore restano accuratamente segrete.





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