«TUTTI SCRIVONO UN MEMORIALE!»
«Grazie, Umberto, grazie»: il grido commosso di una spettatrice s’è innalzato più potente del tripudio finale che ha accompagnato l’ovazione per Umberto Orsini, alle prese con Prima del temporale. Dieci minuti di applausi scroscianti hanno salutato l’attore novantaduenne, compiuti poco più di un mese fa, a conclusione di una delle serate teatrali più emozionanti degli ultimi anni. Uno spettacolo che è stato un colpo al cuore per gli amanti del teatro, ma soprattutto per coloro che hanno conosciuto, apprezzato e accarezzato l’idea di un teatro che non esiste più, e di cui oggi si ascoltano gli echi di chi all’epoca c’era. Umberto Orsini quel teatro l’ha vissuto da protagonista, ne ha goduto i giorni migliori, i più felici e facoltosi, i più spensierati e goliardici, ma anche i più densi di arte e di amicizie. Perché il teatro, quel teatro, s’è fatto così: sempre con arte, impegno, devozione e amicizia. Sempre. Oggi è rimasto lui tra gli ultimi testimoni di quell’aureo tempo e ieri sera ce ne ha voluto regalare una reliquia sotto forma di autobiografia, che oltre a essere un condensato di emozioni, è stato un grande insegnamento.






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