Erbalunga, 19 luglio 2026
L’AMARO ADDIO DEL CAMPIONE
Lionel Messi non è riuscito nella storica impresa, riuscita solo a Pelè (1958 e ’62), di alzare la seconda Coppa in due edizioni consecutive del Campionato mondiale di calcio. L’Argentina torna a casa con un bagaglio di lacrime: il suo eroe era lì a un passo dal traguardo aveva trascinato la squadra alla finale dopo alcune, le prime, prestazioni eccellenti, poi però sempre più spente e pigre. L’Albiceleste, è vero, ha avuto un cammino più leggero rispetto ad altre nazionali, ma ha sempre dimostrato d’essere una formazione comunque all’altezza della competizione. Tuttavia, è stata segnata da un’impostazione molto altalenante: ottime giocate, magnifica organizzazione tattica, ma anche tanta stanchezza che lungo il percorso verso la finale è costantemente cresciuta. E, diciamo la verità, la stanchezza nasceva proprio dai piedi di Messi, il quale nelle ultime tre partite lo si è visto quasi sempre camminare e aspettare che il pallone lo raggiungesse per mettersi in moto.








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