«GENERARE UN FIGLIO È PARTORIRE CARNE DA MACELLO»
Se la settimana scorsa ci siamo occupati del bianco cinghiale blasonato di Riccardo III, stavolta il suino di turno, protagonista dell’ultima ideazione fimata Carrozzeria Orfeo, è quello comune: il maiale domestico di cui tutto si mangia e nulla si getta, perché è «tutto buono», finanche il suo cuore che, nella favola illustrata scritta da Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli, salva la vita a un uomo ormai anziano, già ricurvo sul bastone, il quale ci narra una storia accaduta quando il pianeta stava per essere liberato dal male grazie all’intervento di un nuovo prodigioso messia, ma il miracolo all’epoca rimase incompiuto. Ora siamo nel 2067 e il male ha preso definitivamente il sopravvento: il mondo è sull’orlo del baratro, eppure qualcosa, 24 anni prima, avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi.









