AL PARIONE, REGINA GIANNELLI PARLA ROMANESCO
Adattandolo dall’italiano al dialetto romanesco, Alessandra Ferro si cuce su misura, per sé stessa, il ruolo di Regina Giannelli, nome che Manlio Santanelli scelse per la protagonista di un dialogo, ormai famoso, tra madre e figlio in un testo del 1984: Regina Madre, di cui qualcuno ricorderà ancora una storica edizione interpretata da Isa Danieli con Roberto Herlitzka. La Ferro preferisce un linguaggio popolaresco assai comprensibile, moderno ma efficace ed affascinante, piuttosto che avventurarsi nelle più colorite locuzioni del Belli. Cura anche la regia, così è scritto in locandina, anche se si tratta di un allestimento molto elementare e statico: due poltroncine sul fondo e due sgabelli in proscenio, aiutano i protagonisti a mantenere le posizioni con una essenziale regolarità. Osservando lo spazio esiguo della scena del Teatro Sophia, al Parione, s’intuiscono bene le ragioni di questa scelta spartana che giustamente predilige le sfumature del duello verbale tra una madre ammalata, ma indistruttibile, e un figlio, già cinquantenne, che ha fallito sia in campo sentimentale che professionale.









