LA NEONATA REPUBBLICA CHE OSCURÒ LE NOSTRE EROINE
C’era una volta la Resistenza, quella partigiana, cominciata subito dopo l’8 settembre 1943, quella che al sud passò come una violenta ventata di sollievo con le truppe Alleate pronte a intervenire, mentre al centro della penisola, e soprattutto al nord, la lotta contro i nazisti costò la vita a oltre 40.000 patrioti, morti per riconquistare il Tricolore. Marianna De Pinto e Simona Oppedisano, insieme, con simpatia e preparazione documentata, portano avanti la loro lezione di storia volta a testimoniare la presenza attiva delle donne durante il movimento di Liberazione. Secondo i dati dell’Anpi, Associazione nazionale partigiani italiani, «le donne partigiane combattenti furono 35 mila, e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna. 4653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2750 vennero deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate. 1070 caddero in combattimento.» Cifre che la Storia, soprattutto quella insegnata a scuola, troppo spesso dimentica, relegando le protagoniste di una importantissima pagina nazionale al ruolo di comparse: anzi, Non comparse, quindi nascoste; forse, per molte di loro, addirittura, mai apparse.



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