Roma, Off/Off theatre
16 dicembre 2022
QUANDO GABER E LUPORINI ERANO LIBERI DI ESSERE POLITICAMENTE SCORRETTI
Tre giorni di appassionata allegria con Pierfrancesco Poggi al Off/Off di Silvano Spada. Tre giorni, dal 16 al 18 dicembre, in compagnia di Giorgio Gaber, di Bruno Lauzi, di Sergio Endrigo, Lucio Battisti e altri: una generazione, o forse più, di cantautori che hanno segnato un’epoca. Io, Gaber e gli altri è una lunga piacevolissima passeggiata canora tra la fine degli anni Sessanta e il decennio successivo, intervallata da alcuni sketch che l’attore propone come divertissement.
Accompagnato alla tastiera dal musicista compositore Lamberto Macchi, Pierfrancesco Poggi – «Chicco» per gli amici – dedica lo spettacolo soprattutto a Giorgio Gaber (finanche il titolo fa riferimento a una sua canzone), introdotto però dalle romantiche note di «Io che amo solo te» di Sergio Endrigo. La carrellata su Gaber (e Luporini) si apre con «Goganga», poi «Far finta di essere sani», «Le mani», «Lo shampoo» e tante altre fino ad arrivare ai grandi successi politicamente molto scorretti (quando si poteva!) «Le elezioni» e «La libertà». Non a caso Poggi commenta, strizzando l’occhio a Fausto Bertinotti, seduto in prima fila: «Certo che Gaber e Luporini, non ci andavano leggeri». L’ex presidente della Camera sorride platealmente desolato, mentre in sala c’è chi ironicamente sussurra alle sue spalle: «Qualcuno era comunista».