«IL SILENZIO È UN’OCCASIONE PER ASCOLTARE»
«Oh Agostino, Ago, Ago, Ago, Agostino gol». Al termine della rappresentazione, lo storico incitamento che per anni ha osannato il capitano della Roma dello scudetto di Falcao, di Pruzzo, di Conti, parte da una sola voce, ma in un attimo il coro si espande all’intera platea, come accadeva (quasi cinquant’anni fa) allo Stadio Olimpico. Qualcuno, durante il nostalgico entusiasmo, solleva le vecchie sciarpe con i colori della Magica, un po’ sbiaditi dal tempo, ma ancora vessilli di una fedeltà incrollabile. È il momento in cui si capisce che Ariele Vincenti, con un monologo, da lui scritto, diretto e interpretato per ricordare Agostino Di Bartolomei, è riuscito a portare in teatro una ristretta brigata di rappresentanti della Curva Sud, autentici Ultrà, ora coi capelli bianchi, ma da sempre con il cuore «mezzo giallo e mezzo rosso». Tra loro anche Antonio Bongi che, a soli 14 anni, nel ’72, fondò il gruppo dei Boys, sostenitori assiepati nella Nord, e che fu tra coloro che nel ’78 rubarono ai tristemente famosi Hooligans dei Reds il ritmo con cui inneggiare Ago, colui che a breve sarebbe diventato il capitano.


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