VALENTINO E NICCOLÒ, UN AMORE ANNI OTTANTA
La sensazione è forte e chiara, e l’incoerenza temporale addirittura lampante: Io che amo solo te, in scena al Cometa Off fino a domenica 26, è una delicata storia omosessuale tra due liceali romani degli anni Ottanta, ambientata però oggi, con cellulari e playstation, ma la fusione delle epoche chiaramente non funziona e risulta stonata. Gli imbarazzi di Niccolò nei confronti dell’amico Valentino, il comportamento dei due che mira a nascondere le loro intimità, le tenere incertezze figlie di un’educazione tradizionalista, il modo di parlare esageratamente sfrontato a danno del mondo gay, sono tutti atteggiamenti che non fanno più parte di due studenti dei giorni nostri che scoprono adesso reciproche attrazioni diverse; perché oggi, proprio quando ragazzi e ragazze dello stesso sesso si baciano tranquillamente per le strade della capitale, non possono – e non devono – più essere considerate attrazioni diverse, o strane, come sottolineano. «Adesso questo è normale», dice a un certo momento Valentino, riferendosi agli incontri con l’amico, che stanno finalmente diventando più frequenti; ma proprio questa battuta è quella che ha acceso un proiettore sull’anomala datazione della vicenda.









