«C’È UN GUAIO NEL NOSTRO IMMAGINARIO»
Che il nostro immaginario, al giorno d’oggi, sia bloccato è un dato di fatto che probabilmente pochi di noi hanno già individuato come un problema difficile da risolvere: è vero che ogni tentativo di evasione, volando con la fantasia, viene immediatamente troncato dalle preoccupazioni concrete. Lucia Calamaro cerca di approfondire il discorso aiutandosi con la filosofia di Marc Augé, per il quale i nuovi media, che sfruttano la tecnologia informatica ormai a portata di tutti, generano l’illusione di un eterno presente che scorre a una velocità che ci fa stare costantemente in affanno. Questo cortocircuito toglie alle nuove generazioni la capacità di storicizzare il tempo e, di conseguenza, di progettare il futuro. In pratica un disastro: un mondo condannato a non avere più una visione realistica dell’anno che verrà (tanto per citare Lucio Dalla), perché se da una parte ci si volge al passato per trovare un minimo di conforto, dal lato opposto troviamo un tempo già intasato da un sistema finanziario che precede le nostre aspettative con promesse di benefici che in realtà sono soltanto una presa in giro, come la più fasulla delle pubblicità.









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