KARAMU, NAUFRAGO SENZA NOME IN CERCA DELLA MADRE
E se vai scavando nel regno dei morti, troverai che c’è anche una lotta sul diritto alla sofferenza, vedrai coloro che sgomitano per accaparrarsi un posto sul gradino più alto del podio per aver partecipato alla tragedia più commovente, e ascolterai che, anche nell’Aldilà, ci si può rinfacciare la palma della Memoria più solida tra la shoah e il genocidio dei Tutsi. Sulla morte, i morti, possono dire quel che vogliono, è la loro materia, ma sul ricordo della mamma esiste un solo tormento che unisce tutte le anime di ogni cimitero del pianeta. Ed è questo il pensiero che addolcisce la scrittura che Saverio La Ruina dedica ai tanti che hanno perso la vita attraversando il Mediterraneo. In particolare, alle 94 vittime della sciagura del 26 febbraio 2023, quando in 180, a bordo di un caicco proveniente dalla Turchia, naufragarono non lontano dalle coste calabresi. La corrente marina spinse i corpi sulla spiaggia di Cutro, in provincia di Crotone, sigla KR.









