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19 gennaio 2026

«Trappola per topi» di Agatha Christie (regia, A. Masullo)

«Trappola per topi» di Agatha Christie (regia, A. Masullo)

Roma, Teatro Ciak
18 gennaio 2026

UN ALLESTIMENTO DOVE REGNA IL RISPETTO PER L’AUTORE

Semplicità e coerenza ripagano sempre. Anna Masullo porta in scena un testo nel quale, giustamente, ha piena fiducia e non sente la necessità di adattarlo, di stravolgerlo, di aggiornarlo, di «renderlo fluido» (come ho sentito dire giorni fa per un altro lavoro): si affida alle indicazioni in didascalia di Agatha Christie, alle battute scritte (tradotte da Edoardo Erba) che sono la partitura della regia, e si lascia consigliare esclusivamente dal buon senso teatrale. Ne esce uno spettacolo più che decoroso, misurato e, siccome è un giallo, anche assai intrigante. Non ci sono sfarzi. Non ci sono colori azzardati (la scena, sobria, è di Michele Montemagno). Non ci sono toni eccessivamente imprudenti. Si avverte (con gioia) un’aria di competente rigore. I caratteri dei personaggi sono contenuti e ben identificabili. In ogni ambito regna il rispetto per l’autrice e per quell’allestimento che, a Londra, è in cartellone – ininterrottamente – dal 6 ottobre 1952, giorno del debutto. Soltanto il Covid è riuscito a interrompere le repliche dell’inossidabile The Mousetrap, Trappola per topi, capolavoro del genere poliziesco.

10 novembre 2025

«Club 27», di Elisa Di Eusanio

«Club 27», di Elisa Di Eusanio

Roma, Teatro Belli
9 novembre 2025

ASCESA E CADUTA DELLE STAR DEL ROCK

Morire a 27 anni, ricchi e famosi, è il filo diabolico che lega alcune rockstar della storia della musica moderna. Sul palcoscenico del Teatro Belli, fino al 30 novembre, Elisa Di Eusanio offre un drammatico, ma entusiasmante e coinvolgente, squarcio di una gioventù maudite del secolo scorso, quella che ha tentato attraverso il rock di riabilitare ciascuno il proprio animo ferito dall’incompiutezza della vita che una impalpabile percezione ha reso insostenibile. Di loro si è parlato di vita breve ma intensa, segnata dal successo e dal clamore delle folle; si è parlato di genio e sregolatezza, di improvvise ricchezze dilapidate nel peggiore dei modi tra alcol e droghe. Il motto che per anni più s’addiceva a costoro – sesso, droga e rock ‘n’ roll – suonava come una triplice condanna da parte di chi ha fatto del giudizio personale l’arma invisibile per mortificare e per sfregiare i più fragili. Di costoro, «poeti maledetti» del suono irriverente, vittime della propria sensibilità, s’è scritto e detto tanto, ma un percorso così denso e intimo di musica e paura, di ascesa e caduta delle star del rock, in Italia, non s’era mai visto.

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