09 ottobre 2026

«Materiale rotabile» di Anonimo genovese (lettura)

«Materiale rotabile», di Anonimo genovese (LB 93)

Roma, Spazio Diamante
8 ottobre 2026

L’AVVOLTOIO E ALTRI EPIGRAMMI IN PROSA

Coinvolto da una sollecitazione amica ad assistere a un evento assai «raccolto», pensavo di trovarmi di fronte a qualcosa di teatrale, magari intimistica: d’altronde lo Spazio Diamante da anni ci ha abituato a novità, anche imprevedibili, ma certamente sempre attinenti al mondo del teatro. Per questo, forse, sono rimasto un po’ deluso: l’unico elemento davvero teatrale è stato un raffinato inedito fondale di Emanuele Luzzati, teso dietro ai leggii, sul quale, con il tipico tocco giocoso da illustratore, lo scenografo genovese sembra voler raccontare con un disegno d’animazione la sua città ai più piccoli. Ed ecco che tra le foglie di un grande albero centrale, dal sapor di cuccagna, si riconoscono la chiesa di San Matteo, la cattedrale di San Lorenzo con il leone disteso, Palazzo Ducale, la chiesa di San Pietro in Banchi, e in primo piano un Paganini con violino in spalla; in fondo, dopo uno squarcio di mare, s’erge la Lanterna e, se si osserva attentamente, da una piccola finestra che affaccia in uno dei caruggi, si scorge un viso piuttosto familiare: è un tenero autoritratto, in forma di caricatura, dell’autore. Il quale donò il prezioso telo a Rita Cirio, storica firma della rubrica dedicata al palcoscenico dell’Espresso di Zanetti, qui in veste di organizzatrice della lettura di Materiale rotabile, pubblicazione firmata in locandina da Anonimo genovese, ma sulla copertina del libro spicca la sigla LB 93, laddove le lettere corrispondono alle iniziali del nome dello scrittore, e il 93 è la data di nascita, 9 marzo. Altre informazioni sulla identità dell’autore restano accuratamente segrete.

Al calar delle luci, dunque, Andrea Benfante ed Enrico Campanati prendono posto al leggio per avviare la lettura alternandosi nella scelta dei paragrafi: «Ogni amore comincia con il primo bacio e finisce con un ultimo bacio». Bene! Potrebbe essere il principio di una storia romantica, invece è una raccolta di epigrammi scritti in prosa, spesso ironici, un po’ semplici, ma soprattutto ripetitivi quanto basta. Dall’amore al sesso il passaggio è ineluttabile, ma lo spirito resta appena sagace. Marziale, bisogna dirlo, sapeva osare con maggior arguzia, forse si sentiva più libero! Il nostro anonimo, invece, offre il meglio sulle considerazioni che riguardano la vecchiaia: ferratissimo in tutte le sfaccettature. Eppure, nel vederlo non mi sembrava così avanti con l’età, anzi! Il nostro, tuttavia, sorprende l’uditorio avvertendo che «il tempo inesorabilmente passa» e che «invecchiando la memoria si indebolisce». Per fortuna, tra queste perle di saggezza, fa breccia la riflessione sull’avvoltoio, la cui «biologia gli impone di nutrirsi di carne ma è del tutto evidente che lui da un punto di vista etico, cibandosi esclusivamente di avanzi, si sente vegetariano». Peccato che, subito dopo, la meditazione sul dentifricio senza fluoro lasci la bocca un po’ amara!

Durante l’esecuzione della lettura a due voci, a parte i soliti maleducati cellulari squillanti (non si capisce perché la gente fa di tutto pur di dimenticarsi di togliere le suonerie) un colpo di tosse ha ridestato improvviso interesse, creando subito un validissimo supporto per sollecitare un duetto, come fosse un dialogo, breve addirittura fulmineo, ma intenso. Dalla platea, infatti, un piccolo sussulto di tosse riflessa è arrivato casualmente un attimo prima che Enrico Campanati leggesse qualcosa sulla tosse: immediatamente il racconto s’è acceso di teatralità, perché l’attore, quasi ne sentisse la necessità, ha indirizzato le parole a qualcuno che s’era intromesso involontariamente nella storia e ne era diventato un attesissimo protagonista, quantunque anch’egli coperto dall’anonimato. Una distrazione estemporanea che la memoria ha rimandato tra gli squarci della Genova disegnata da Luzzati che, proprio con Rita Cirio, fu negli anni Settanta uno dei fondatori del Teatro della Tosse. (fn)
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Materiale rotabile, di Anonimo genovese, alias LB 93. Lettura eseguita da Andrea Benfante ed Enrico Campanati. Fondale di scena di Emanuele Luzzati. Presentato da Associazione Aps, Ottavio Cirio Zanetti. Allo Spazio Diamante, evento unico

Durata: 65’
Con leggii ma senza microfoni

Foto: Il fondale scenico di Emanuele Luzzati (© fn)

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