13 febbraio 2026

«Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto», di Roberto Latini

«Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto», di Roberto Latini

Roma, Teatro Basilica
12 febbraio 2026

IL CORTO CIRCUITO TRA L’AMORE DI IERI E DI OGGI

Gli spettacoli di Roberto Latini più sono di nicchia e più diventano un rebus. Ma, anche nel rovello della soluzione, si intuisce che dietro le dune del criptico c’è un materiale – forse ancora in tempesta – interessante, che, proprio come un enigma andrebbe risolto per poterne svelare misteri e curiosità. Siccome stimo molto Latini, anche se stavolta ha esagerato un po’ troppo, e non sono uscito dal teatro pienamente convinto, proverò a decodificare l’enigma. L’autore scrive nelle note che si tratta di «un concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare, costruito attraversando le poche scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme». Sono cinque: il sonetto della mano del pellegrino, che è il primo incontro tra i due giovanissimi; la scena del balcone; il canto dell’allodola all’alba della loro prima (e unica) notte d’amore; il convegno da frate Lorenzo; e lo sfortunato appuntamento nella cripta.

Ora, cosa sia «un concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare», non ho ben afferrato, e nemmeno mi ci applico troppo: la musica di Gianluca Misiti ha certamente il suo valore aggiuntivo, ma resta l’amore il tema fondamentale. Tuttavia, nello spettacolo di Latini, gli interventi dei due amanti della bella Verona diventano intermezzi di un filo conduttore che, volontariamente, sprigiona un corto circuito tra la generazione di coloro che si amano e si baciano «com’è scritto dentro ai libri» e la generazione attuale che sull’amore pare avere le idee (per noi boomers) un po’ confuse, un po’ distratte, un po’ superficiali.

Romeo e Giulietta (Roberto Latini e Federica Carra) si incontrano in proscenio davanti a due microfoni, lui inizialmente è vestito alla Little Tony, con chitarra elettrica a tracolla, lei è una ragazza dall’aria sbarazzina, innocente, affatto peccaminosa; sul fondo uno schermo con proiezioni di un’intervista a giovani di tutto il mondo, in inglese, francese, italiano, tedesco e altre: ognuno racconta flash delle sue esperienze sull’amore (non sul sesso, ma sull’amore), sul primo incontro, il colpo di fulmine se c’è stato, sul tipo di rapporto e sulla fine della storia. Un pot-pourri di incertezze, di vaghezze, di romanticismi effimeri come il filo di una ragnatela; un continuo incespicare nella solitudine che diventa una forza centripeta più che centrifuga. Un miscuglio incalzante che lascia trapelare una triste sfiducia nel valore dell’amore. L’amore c’è, esiste anche oggi, sì, ma si veste con l’abito del passatempo e non più con quello della fede che «oltrepassa i confini di pietra».

La soluzione del rebus – secondo il mio modesto parere – giunge appena più chiara quando i protagonisti decidono di uscire dai rispettivi ruoli per prendersi un caffè, una pausa di riflessione, ritornando a essere Roberto e Federica. «Ridatemi la prosa», dice lui, «così non ci riesco». Forse è vero, ha ragione, la poesia di Shakespeare è ormai fuori tempo, anche se resta insuperabile calamita sentimentale, comunque la si voglia declamare, ma il balbettio contemporaneo non è certamente il miglior «ornamento verbale per esprimere l’essenza» dell’amore. È meglio una più pacata prosa, che ci dia una percezione meno incerta del presente ma più consistente di una metafora del passato. Il finale, che è una felice speranza, sottrae i due amanti alla morte, affinché l’amore resista a quest’ondata di vanità e da essa risorga. Questo è quel che penso, ma può darsi pure che non abbia capito nulla! (fn)
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Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto, drammaturgia e regia di Roberto Latini. Con Federica Carra e Roberto Latini. Musiche e suono, Gianluca Misiti. Luci e direzione tecnica, Max Mugnai. Costumi, Daria Latini. Video, Collettivo Treppenwitz. Produzione, Compagnia Lombardi-Tiezzi. Al teatro Basilica, fino a domenica 15 febbraio

Con microfoni da regia
(ma sempre troppo forti)

Foto: Roberto Latini (© Daniela Neri)

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