VOLEVO DIRVI: BRAVI!
È davvero un peccato che attori tanto giovani dimostrino così scarso interesse nei confronti del loro stesso valore. Sembra un’autentica follia, eppure è così: quasi che si nascondano dietro l’anonimato per non essere riconosciuti. Attori che calpestano la ribalta con disinvoltura regalando la loro fisionomia ai personaggi più stravaganti, poi, come se si vergognassero di quel che offrono, anche se si tratta di vero talento, negano la propria identità al pubblico. Sì, è assolutamente una follia da manicomio. Mi dispiace davvero per questa fastidiosa anomalia che smorza l’entusiasmo verso i singoli: mi sarebbe piaciuto individuare due o tre (anche quattro) elementi di questa valente compagnia, per esaltarne le doti di ciascuno; mi sarebbe piaciuto avere la lista degli interpreti accanto ai personaggi per poterli riconoscere e lasciar loro una prova scritta di quella soddisfazione che hanno già conquistato in scena. Ma l’applauso del pubblico, domani, già sarà un altro.
Nell’affannosa ricerca sul web ritrovo facilmente la locandina di Eduardo nel ruolo del protagonista, con Antonio Casagrande che interpretava Luigi Strada, Maria Hilde Renzi nel ruolo di Teresa, Pietro Carloni che faceva Giovanni Altamura; Gennarino Palumbo, il dottore; Elena Tilena, Evelina; Carlo Lima, Ettore De Biase; l’immenso Ugo D’Alessio, Vincenzo Gallucci; Angela Pagano, Olga; Nina De Padova, Saveria; Ettore Carloni, il cameriere; Enzo Cannevale, il fioraio; Enzo Petito, Attilio Gallucci; e non manca perfino la lista dei facchini, tra i quali spicca il nome di Antonio Allocca. Ma si tratta della vecchia edizione registrata nel ’62 per la televisione, alla quale Domenico Pinelli, oggi regista, «ruba» la voce dell’autore che introduce una tragedia, «una tragedia nera», scritta sotto forma di farsa.
Il ritrovamento della locandina del ’62 testimonia che un tempo si sapeva promuovere il mestiere dell’attore e dargli valenza storica. Gli interpreti di quella registrazione, grazie alla locandina, saranno riconoscibili in eterno. E grazie alle locandine abbiamo infatti la genesi di Ditegli sempre sì, che debuttò nel 1932 (anche se la prima versione, molto diversa dalla definitiva, risale al 1927) con Eduardo che interpretava Michele Murri, Peppino nel ruolo dello scapestrato poeta e Titina nella parte di Teresa e tanti altri eccelsi artisti. Ora, vi sembra possibile che si riesca a risalire alla distribuzione dell’allestimento del secolo scorso e non si può conoscere chi siano i protagonisti dell’edizione odierna? È pure follia! Chiedetelo pure a Michele Murri, il personaggio eduardiano che ha appena lasciato il manicomio, se il mio discorso fila o è soltanto frutto di un pretesto: quel che è certo è che di questa compagnia, di cui ho apprezzato lavoro, impegno, ritmi, leggerezza e intelligenza scenica, e soprattutto rispetto per l’autore, purtroppo rimarrà soltanto un confuso elenco di nomi, e la confusione non fa storia; la confusione viene presto dimenticata, non lascia segni precisi nemmeno nella memoria degli estimatori.
Foto: Domenico Pinelli e Anna Iodice (© Giulia Cher)
