16 ottobre 2024

«Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta», di Sandro Bonvissuto

Roma, Teatro India
15 ottobre 2024

«QUANDO L’INFANZIA NON AVEVA CASE, MA STRADE»

La stagione dell’India s’è inaugurata con una magnifica pedalata in bicicletta nel nostro passato recente e remoto, piacevole ed emozionate, distensiva e avvincente; mai in salita, ma anzi con un arrivo in velocità felice e commovente, al termine di un leggero pendio addirittura cinematografico, tante sono le immagini che rievoca la descrizione. Valerio Aprea, fino al 27 ottobre nello spazio vicino al gasometro, negli ex capannoni di Rancati, legge il racconto di Sandro Bonvissuto dal titolo Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta: un po’ lungo come titolo, ma – tranquilli – non è proporzionato al racconto, che invece ha la durata di un soffio e la gradevolezza di un tramonto d’estate. Perché si svolge proprio nei giorni estivi.

15 ottobre 2024

«Fucked» di Penelope Skinner

«Fucked» di Penelope Skinner

Roma, Teatro Belli
14 ottobre 2024
Per la rassegna Trend
Nuove frontiere della scena britannica

TRA L’AUTORE E L’ATTORE C’È DI MEZZO UN REGISTA

Quest’anno, dopo 22 edizioni curate da Rodolfo di Giammarco, il testimone di «Trend. Nuove frontiere della scena britannica» è passato a Carlo Emilio Lerici. Finora ho visto due spettacoli su quattro della annuale rassegna del Teatro Belli, e il livello della drammaturgia mi sembra molto inferiore rispetto al passato. Una forte insoddisfazione femminile lega il testo della Causer a quello di Penelope Skinner. Sia il raccontino declamato al pubblico quanto la sterile regia sono il comun denominatore visivo dei due monologhi. Ma lasciamo stare il primo, già recensito qualche giorno fa.

14 ottobre 2024

«Giovanna d’Arco» di Maria Luisa Spaziani

Roma, Teatro di Villa Torlonia
13 ottobre 2024

«ROSA DI MAGGIO CHE AL SUO TEMPO S’APRA»

Non siamo a maggio e, fuori, nel giardino di Villa Torlonia, le rose non sono in fiore, ma il monologo poetico che inaugura il cartellone del Teatro di Roma, composto in versi da una ispirata Maria Luisa Spaziani, ha tutte le parvenze di una rosa che sboccia. Il luogo insolito e fascinoso, la musicalità della poesia, l’intensa interpretazione e un essenziale e curato allestimento contribuiscono ad ammaliare lo spettatore indicandogli il fausto inizio di una nuova stagione (quella teatrale, ovviamente). Luca De Fusco, che per l’occasione debutta da regista nelle vesti di direttore dello Stabile capitolino, ripropone un suo cavallo di battaglia, che è una minuziosa opera da camera per voce solista: Giovanna d’Arco, scegliendo nel ruolo della pulzella d’Orléans Mersila Sokoli. La quale dimostra, ancora una volta, di aver superato la temporanea fase di attrice emergente, a favore di una più competente e duratura interprete protagonista.

12 ottobre 2024

«Un’altra prospettiva», di Gianluigi Fogacci

Roma, 11 ottobre 2024

PETER STEIN: UN TEATRO DEMOCRATICO E SENZA CONFINI

«Io non voglio vedere su un palcoscenico ciò che posso vedere per strada, o sul mio pc, io voglio vedere una cosa diversa, voglio essere trasportato in un sistema di pensiero differente, non in quello dell’oggi in cui sono immerso; io voglio che il teatro mi regali un’altra prospettiva». Sono parole di Peter Stein, quelle che più chiaramente sintetizzano il senso teatrale del grande regista europeo, più che tedesco, le stesse che Gianluigi Fogacci ha scelto per la quarta di copertina del libro che ha pubblicato nel 2021 (ed. Manni), e che si intitola Un’altra prospettiva. La vita e il teatro di un Maestro, intervista fiume su emozioni ed esperienze, gioie e delusioni di chi ha vissuto con e per il teatro. Nato nel 1937 a Berlino, quando era capitale di una Germania ancora unita, prima del Patto d’acciaio (1939) tra Hitler e Mussolini, Peter Stein è stato svezzato sotto il dominio nazista: «Dai quattro agli undici anni ho dovuto rinunciare alla mia infanzia e alla prima gioventù».

10 ottobre 2024

«Please, feel free to share» di Rachel Causer

Roma, Teatro Belli
9 ottobre 2024
Per la rassegna Trend
Nuove frontiere della scena britannica

IO SON COLEI CHE MI SI VEDE

Per quanto possa essere comodo e per qualcuno addirittura socievole, il cellulare in palcoscenico è un oggetto brutto assai. E se diventa protagonista, o quasi, crea una distanza abissale tra ribalta e platea. Nel gergo cinematografico si direbbe che «non passa lo schermo», benché si tratti proprio di un piccolo schermo. Ma forse proprio per le immagini che trasmette al singolo, e non a tutti, resta isolato dalla partecipazione di una platea. Anche le parole che emette sono rivolte solitamente a una sola persona e non a un gruppo: insomma è l’apparecchio più ostico che si possa pensare per riempire il palcoscenico e per affascinare un uditorio. Rachel Causer, giovanissima autrice inglese, costruisce con coraggio un monologo incentrato sul cellulare e sugli effetti che il suo uso produce sulla gente.

09 ottobre 2024

«Anfitrione» di Plauto

Roma, Teatro Quirino
8 ottobre 2024

SOLFRIZZI, SOSIA CON L’AIUTO DI AMADEUS

All’aprirsi della tela, alcuni macchinisti – che una volta erano gli attori stessi, i cosiddetti scavalca-montagne – approntano la scena per la recita. Fabiana Di Marco ha ideato un vecchio carrozzone, l’antico carro di Tespi, come sfondo per la rappresentazione dell’Anfitrione. In questa scelta, curiosa ed efficace, si può individuare il disegno di regia con il quale Emilio Solfrizzi intende condurre la delicata operazione di riesumare un testo (teatralmente sacro) del terzo secolo avanti Cristo. Il Carro di Tespi, infatti, fu il teatro itinerante dei saltimbanchi di un tempo. Risulta, quindi, abbastanza evidente che la Compagnia Molière (così è scritto sulla facciata del carrozzone, in omaggio all’autore francese che riscrisse l’opera nel 1667) sia composta da commedianti pronti a restituirci un Plauto attraverso l’esibizione tipica dei guitti.

08 ottobre 2024

«Joker – Folie à deux» di Todd Phillips

Roma, Cinema Giulio Cesare
7 ottobre 2024

LA FOLLIA DI UN DRAMMA CHE FA A CAZZOTTI COL MUSICAL

Non è la prima volta che il sequel di un ottimo film sia un eclatante errore, ma un prodotto così scialbo, in verità, non lo si poteva immaginare. Nel 2019 Todd Phillips giocava il suo «Joker», carta vincente, dove, accanto al protagonista, Joachim Phoenix, c’era Robert De Niro, e la pellicola raccolse enormi consensi sia al botteghino che ai concorsi cinematografici: Leone d’oro a Venezia, due Golden Globe, undici candidature agli Oscar, tra cui quella di miglior film (due sole le statuette vinte), un Grammy e altri riconoscimenti mondiali. Scorrendo recensioni e commenti di quest’ultimo Joker – Folie à deux, la delusione di critica e pubblico è generale. Non è la presenza di Lady Gaga a determinare il flop, né quella di Phoenix, bravi entrambi anche se non eccellenti; piuttosto, sotto processo, è la sceneggiatura: sconclusionata e inconciliabile.

03 ottobre 2024

«Otello» di William Shakespeare

Roma, Cometa Off
2 ottobre 2024

SIRACUSA IMMAGINA UN CONCERTATO DI IMPULSI EMOTIVI

Se la gelosia è il lato oscuro dell’amore, tanto da diventarne il suo carnefice preferito, è giusto immaginare il letto come simbolo della felicità e della disperazione affettiva. Nel 1998 l’artista inglese Tracey Emin, al termine di una lunga relazione sentimentale, trascorse alcuni giorni a letto, senza mai alzarsi. Quel talamo che fino ad allora aveva rappresentato l’abbraccio dell’amore, il luogo delle incantevoli perversioni, delle dolcezze e dei sorrisi, improvvisamente era diventato lo stendardo della solitudine, la valle di lacrime, l’insegna della sofferenza. Sotto l’influenza di queste emozioni la Tracey, riconquistata più sana coscienza, ebbe l’intuizione di fissare quel momento in un’opera d’arte, con tutti gli oggetti che aveva usato nei giorni del tormento, che rappresentavano i vari tentativi di evasione, e fece un’esposizione pare molto apprezzata dal pubblico e dalla critica.

02 ottobre 2024

«La ferocia», da Nicola Lagioia

Roma, Teatro Argentina
1° ottobre 2024

NO, NON HO DETTO LAGIOIA, MA NOIA, NOIA, NOIA

Quel che più dispiace è che dopo la piacevole e interessante esperienza offerta, al Romaeuropa Festival, grazie allo spumeggiante gruppo catalano dei Baro d’evel, sia proprio una compagnia nostrana a proporre uno degli spettacoli più soporiferi e inadeguati degli ultimi anni, tanto che ci si domanda come e perché un simile allestimento faccia parte di una kermesse che invece predilige qualità e stile eterogeneo. Dal testo alla recitazione, dalle luci alla musica, ciascun contributo pareva agire per mano di Morfeo. La ferocia, che nasce da un romanzo di Nicola Lagioia, vincitore anche del Premio Strega (2015), viene portato in scena dalla Compagnia teatrale VicoQuartoMazzini che ha sede in Puglia, in quel di Terlizzi, cittadina del barese che ha dato i natali a Nichi Vendola, che era seduto in platea. Tra le tante cariche che il deputato ha avuto durante il suo mandato di parlamentare, ricordiamolo, ci fu anche quella di presidente di Sinistra Ecologia Libertà, partito che ebbe vita breve, ma che si batteva per difendere territorio e ambiente. Argomento non del tutto improprio al tema della pièce. Lo vedremo.

01 ottobre 2024

«Il cuore debole di Antonio» di Simone Giacinti

Roma, Spazio Diamante
30 settembre 2024

LA TRAGEDIA DI SAN SIRO DELL’89 È ORA RACCONTATA ALLO SPAZIO DIAMANTE

Grande soddisfazione ieri sera in via Prenestina per Pino Le Pera che ha inaugurato lo Spazio Diamante di Alessandro Longobardi. Tre sale, finalmente completate, aperte a tutte le discipline dello spettacolo, ma concentrate soprattutto sul teatro e sui giovani. Un luogo alternativo che può ospitare fino a 360 spettatori. L’onore di battezzare la stagione è toccato a Giampiero Cicciò, direttore artistico, del Festival inDivenire, giunto alla quinta edizione, il quale ha presentato lo spettacolo vincitore del Premio del pubblico: Il cuore debole di Antonio, scritto da Simone Giacinti. Una drammatica storia intorno al mondo del calcio.

Pour vous