19 ottobre 2026

«Gli elefanti nella stanza», scritto e diretto da Francesca Astrei

«Gli elefanti nella stanza», scritto e diretto da Francesca Astrei

Roma, Teatro India
18 ottobre 2026

COMICHE DIVAGAZIONI SU UN DRAMMA ANCORA SILENZIOSO

A fine spettacolo è premura dell’attrice ringraziare l’associazione SuperAbile Aps che promuove relazioni e opportunità per persone di tutte le età, con o senza disabilità. E allora si svela l’arcano che tiene legato un preziosissimo lavoro di inchiesta, quasi giornalistica – che è soprattutto un approfondimento sui disagi che ancora ostacolano il cammino di chi cerca una inclusività sociale, vivendo in privato una realtà toccata dalla disabilità – a uno spettacolo teatrale, a tratti anche comico, scritto e interpretato per entrare nel cuore della gente. Gli elefanti nella stanza sono quelli che «si dondolavano sopra il filo di una ragnatela» e che, ad ogni giro musicale, aumentano di numero. È il refrain dello spettacolo. È la canzoncina che mamma Elena canta alla figlia Nina per tranquillizzarla, per farla addormentare, per darle una vita sulla scena, perché Nina, che è la vera protagonista, è l’unica che non parla, è l’unica che non acquisisce mai una fisionomia, eppure è sempre lì, al centro della ribalta a illuminare quel che accade intorno alla sua condizione di disabile.

La scena è costituita da dieci sedie allineate sul fondo, schienali ostili rivolti verso la platea, e più avanti uno sgabello per pianoforte che, abbandonato, sembra l’isola che non c’è, quella della serenità. Di tutte le sedie, che formano un muro invalicabile, e a volte prendono il senso arcigno di chi volta le spalle a chi ne ha bisogno, Francesca Astrei, autrice, regista e unica interprete, ne usa una sola che trascina per il palco e che, tra le sue mani, diventa il simbolo di un mondo assai complicato, dove la gente fa uso del buon senso sempre in maniera distorta: cosicché la sedia è a terra, è capovolta, è inclinata, a seconda della personalità e delle attitudini dei vari personaggi che l’attrice tratteggia con schegge di comicità esilarante. Solo la nonna – non vorrei sbagliarmi – ne fa un uso corretto e prega Dio «perché Nina è forte», mentre mamma Elena corre da una parte all’altra e non ha il tempo di sedersi. Inoltre, ci sono le apparizioni dal mondo esterno: la signora (che parla con la «voce nel naso») madre dell’amichetto che frequenta la stessa piscina di Nina, l’estetista siciliana dalla quale Elena si reca per cercare un piccolo rifugio tranquillo (magari!), la maestra di musica isterica quanto basta, e infine c’è l’altra figlia di Elena, la maggiore, che suona il pianoforte e che cresce all’ombra della disabilità della sorellina fino a diventare donna che si sente invisibile, inconsistente, e soprattutto erede di una responsabilità che non può rinnegare.

Attraverso l’occhio vigile della sorella di Nina, la Astrei porta in scena un conflitto sociale ancora troppo silenzioso, e molto più comune di quanto si possa immaginare. Attorno alla delicata situazione di Elena, madre separata da un marito ormai inesistente, costruisce il nostro mondo senza rispetto, senza comprensione, privo di assistenza e di conforto; il mondo maleducato che sfrutta il posto auto riservato ai disabili per l’abitudine di poter esercitare liberamente la propria prepotenza. Nel dramma quotidiano vissuto da Elena non mancano, s’è detto, le divagazioni umoristiche che sono il fiore all’occhiello della recitazione di Francesca Astrei, ancora giovane ma con un senso del tempo comico già esperto, netto e sempre contenuto. L’attrice non esagera mai in tal senso: assolutamente ferrea ed essenziale nel faceto, semmai talvolta pigia appena il pedale sul lato opposto, alla ricerca dell’effetto più toccante.

Tuttavia, il tema si presta ed è comprensibile. Elena è la mamma di Nina, ma attraverso le sue quotidiane dispute per la sopravvivenza civile, sua e delle due figlie, diventa «la mamma di tutti», ossia il simbolo di una lotta per la rivendicazione di alcuni diritti fondamentali che troppo spesso sottovalutiamo, schiacciando inconsapevolmente il filo di una ragnatela sotto il peso di mille elefanti. (fn)
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Gli elefanti nella stanza, scritto e diretto da Francesca Astrei in collaborazione con lo Young Board del Teatro di Roma e di Dominio Pubblico e con Biblioteche di Roma. Con Francesca Astrei. Scenografia, Alessandra Solimene. Disegno luci, Camilla Piccioni. Musiche, Giorgio Astrei. Produzione: Teatro di Roma (Teatro Nazionale). Al Teatro India, fino al 1° novembre

Durata: 65’
Con microfono

Foto: © Claudia Pajewski

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