DISCORSO SUL MONOLOGO DEL SIGNOR PINCOPALLINO
Ho visto l’ennesimo monologo e il risultato, piuttosto infelice, mi offre l’opportunità di affrontare un breve discorso che da tempo bussa incessantemente alla porta della ribellione. Ho cercato di soffocarlo più volte questo grido per decenza, per rispetto, per «vediamo questo fino a dove vuole arrivare». Ebbene è giunto il momento di metterlo in chiaro, anche se il mio pensiero conta davvero poco rispetto agli utili vantaggi che un soliloquio contrappone a una commedia a più personaggi. Solitamente in un monologo non accade nulla, o quasi. Si ascolta una storia raccontata e raramente vissuta, in cui l’interpretazione del personaggio non sempre accompagna le emozioni narrate, perché non c’è confronto, perché manca la risposta che incalza e scuote l’animo di chi parla. Se ne accorse Eschilo, qualche anno fa, che i monologhi erano noiosi e trovò un rimedio efficace tanto da sfidare i millenni.



